Procedura dettagliata
Generazione delle chiavi
Per ciascuna delle due componenti (e-service e interoperabilità) è necessario generare una coppia di chiavi:
chiave privata (da conservare in piattaforma e non condividere);
chiave pubblica (da comunicare/inserire su PDND).
Passi operativi
Accedere alla piattaforma.
Navigare nella sezione Chiavi / Key Management (o sezione equivalente prevista dall’istanza).
Selezionare la tipologia di chiave da generare:
e-service
interoperabilità
Generare la coppia chiavi.
Salvare/annotare:
identificativo chiave (se presente);
fingerprint (se disponibile);
data/ora generazione.
Output atteso
chiave privata disponibile in piattaforma (non esportata in chiaro);
chiave pubblica esportabile/copiaribile (formato tipico: PEM).
Comunicare la chiave pubblica alla PDND
Per ognuna delle due tipologie (e-service, interoperabilità):
Accedere a PDND.
Individuare la sezione di configurazione applicativa/integrazione relativa all’ente/applicazione.
Inserire la chiave pubblica generata.
Salvare la configurazione.
Attenzione
Non invertire le chiavi tra e-service e interoperabilità.
Verificare che non ci siano spazi/righe alterate durante il copia-incolla del PEM.
Configurazione su PDND: recupero parametri
Dopo l’inserimento della chiave pubblica, dalla PDND recuperare i seguenti parametri:
client_idclient_kid
Questi parametri devono essere recuperati e conservati separatamente per:
e-service
interoperabilità
Checklist
[ ] recuperato
client_idper e-service[ ] recuperato
client_kidper e-service[ ] recuperato
client_idper interoperabilità[ ] recuperato
client_kidper interoperabilità
Configurazione dei parametri
Inserire i parametri ricevuti dalla PDND nella configurazione.
Passi operativi
Accedere alla piattaforma.
Aprire la sezione Configurazioni / PDND / Client (o equivalente).
Inserire per e-service:
client_idclient_kid
Inserire per interoperabilità:
client_idclient_kid
Salvare e applicare la configurazione.
Validazioni consigliate
Coerenza tra
client_kide la chiave pubblica registrata.Assenza di parametri scambiati tra e-service e interoperabilità.
Recupero e caricamento delle analisi del rischio
Alcuni servizi/use case richiedono l’associazione ad una analisi del rischio.
Passi operativi
Recuperare le analisi del rischio relative ai servizi/use case da abilitare.
Accedere alla sezione Analisi del rischio / Risk Analysis (o equivalente).
Caricare i file/artefatti richiesti.
Verificare che ogni analisi risulti:
correttamente caricata;
selezionabile in fase di associazione al use case.
Configurazione delle Daily Call
Per ciascun use case occorre configurare:
quale analisi del rischio utilizzare;
quale daily call associare.
Approccio consigliato
Costruire una matrice di configurazione (anche in foglio di lavoro) con almeno:
use case
tipologia (e-service / interoperabilità)
analisi del rischio
daily call
Applicare la configurazione.
Esempio di matrice (modello)
Use case |
Tipo |
Analisi del rischio |
Daily call |
|---|---|---|---|
<UC_1> |
e-service |
<RA_1> |
<DC_1> |
<UC_2> |
interoperabilità |
<RA_2> |
<DC_2> |
Casi speciali (WAAS, ISEE)
Alcuni servizi richiedono passaggi aggiuntivi. In particolare:
WAAS
ISEE
Passaggio aggiuntivo obbligatorio
È necessario inviare una email a INPS per richiedere l’abilitazione dei servizi.
Checklist operativa
[ ] email inviata a INPS con richiesta abilitazione
[ ] conferma abilitazione ricevuta
[ ] configurazione PDND completata (chiavi + parametri)
[ ] configurazione completata (client_id/client_kid)
[ ] analisi del rischio associata correttamente
[ ] daily call associata correttamente
Gestione errori
Di seguito le casistiche più comuni, come riconoscerle e come risolverle.
Errori di autenticazione / autorizzazione
Sintomi
chiamate rifiutate dalla piattaforma;
errori riconducibili a credenziali/identità applicativa non valida.
Cause tipiche
client_iderrato o non coerente con l’applicazione configurata;client_kidnon corrispondente alla chiave pubblica registrata;chiave pubblica incollata in modo incompleto/alterato;
scambio dei parametri tra e-service e interoperabilità.
Risoluzione
Verificare su PDND che la chiave pubblica associata sia quella corretta.
Verificare che
client_ideclient_kidcorrispondano alla stessa configurazione.Se necessario, rigenerare le chiavi (solo se previsto dalla procedura) e riallineare la PDND.
Errori di configurazione use case / daily call
Sintomi
use case non risulta attivo o non produce i Purpose attesi;
limiti di chiamata non corretti o rifiuti legati al conteggio.
Cause tipiche
daily call associata al use case sbagliato;
analisi del rischio mancante o associata in modo errato;
incoerenza tra tipo (e-service/interoperabilità) e configurazione applicata.
Risoluzione
Controllare la matrice use case ↔ analisi del rischio ↔ daily call.
Verificare che l’analisi del rischio sia effettivamente caricata e selezionabile.
Correggere le associazioni e rieseguire il batch.
Errori per casistiche speciali (WAAS/ISEE)
Sintomi
configurazione corretta ma servizio non abilitato/risponde come non autorizzato.
Cause tipiche
abilitazione INPS non ancora attiva o non completata.
Risoluzione
Verificare lo stato della richiesta inviata a INPS.
Attendere conferma e rieseguire la procedura dopo abilitazione.
Attenzioni operative
Evitare la generazione duplicata dei Purpose: prima di lanciare creazioni/recuperi, verificare se esistono già Purpose attivi per lo stesso use case.
Verificare sempre la corretta configurazione delle chiavi prima di procedere (coerenza chiave pubblica ↔ client_kid).
Controllare la coerenza tra use case, analisi del rischio e daily call: è la causa più frequente di errori “silenziosi” (configurazione formalmente valida ma operativamente errata).
Tenere traccia delle configurazioni con un changelog (data, operatore, modifiche).
Esecuzione e verifica post-configurazione
Eseguire la procedura di recupero/gestione Purpose secondo la modalità operativa prevista.
Validare i risultati:
Purpose creati/recuperati come atteso;
nessuna duplicazione;
associazioni use case corrette;
assenza di errori nei log.
In caso di errore, consultare la sezione Gestione errori e ripetere solo i passi necessari.