Gestione organizzazioni
Le organizzazioni rappresentano l’unità principale di gestione nel sistema: ogni utente, gruppo o ufficio deve appartenere a un’organizzazione di riferimento.
Questa configurazione è fondamentale per:
delimitare i confini di visibilità dei dati e delle utenze;
garantire la separazione dei contesti operativi tra enti distinti;
definire gli amministratori locali responsabili della gestione interna.
Struttura di un’organizzazione
Ogni organizzazione può contenere:
uno o più gruppi, per la gestione delle autorizzazioni collettive (vedi Gestione gruppi);
un insieme di utenti, che operano nel perimetro della stessa entità (vedi Gestione utenti).
Le relazioni fra organizzazioni, uffici e gruppi sono gerarchiche ma flessibili: un utente può appartenere a più uffici della stessa organizzazione e avere ruoli differenti all’interno di ciascuno.
Dettaglio di un’organizzazione
Il dettaglio della singola organizzazione contiene le informazioni generali dell’ente (dati anagrafici, loghi, riferimenti) e tre sezioni operative dedicate alla configurazione dell’accesso alle banche dati:
Ruoli e visibilità
L’accesso alle tre sezioni Credenziali PDND, Analisi del rischio e Configurazione applicazioni è riservato al ruolo Amministratore PDND. Gli utenti con il solo ruolo di Amministratore dell’organizzazione possono visualizzare esclusivamente le informazioni generali e i loghi dell’ente.
Credenziali PDND
Nella sezione Credenziali PDND si gestiscono le coppie di chiavi (privata + pubblica) e i parametri applicativi con cui l’organizzazione si presenta alla piattaforma PDND per ciascuna delle due componenti:
E-Service;
API Interop.
Da qui l’amministratore genera le chiavi, esporta la chiave pubblica da comunicare a PDND e inserisce i parametri restituiti dalla PDND (client_id e client_kid) separatamente per E-Service e API Interop. La chiave privata resta custodita in piattaforma e non viene mai esposta.
Per le procedure passo-passo di creazione dei due client su PDND (client E-Service e client API Interop), associazione della chiave pubblica e raccolta di kid / clientId vedere Configurazione dei client PDND — approfondimento.
Analisi del rischio
Nella sezione Analisi del rischio l’amministratore carica gli artefatti di analisi del rischio richiesti da alcuni servizi PDND. Ogni analisi caricata diventa selezionabile in fase di associazione al singolo use case (vedi sezione successiva). L’operazione è preliminare alla configurazione delle applicazioni.
Per il dettaglio dei concetti, del formato del documento JSON, della procedura di generazione su PDND e delle operazioni disponibili (carica, scarica, elimina) vedere Analisi del rischio — approfondimento.
Configurazione applicazioni
Nella sezione Configurazione applicazioni si associano gli use case abilitati per l’organizzazione ai relativi parametri operativi:
l”analisi del rischio da utilizzare (fra quelle caricate nella sezione precedente);
la daily call (limite giornaliero di chiamate) associata all’use case.
Per alcuni servizi (WAAS, ISEE) è necessario un passaggio aggiuntivo: l’organizzazione deve richiedere via e-mail a INPS l’abilitazione dei servizi prima che la configurazione risulti effettivamente attiva.
Per il dettaglio dei concetti (applicazioni, use case, PurposeId) e delle operazioni disponibili nella sezione (configurazione singola/multipla/manuale, Suspend, Dispose, Retry) vedere Configurazione delle applicazioni — approfondimento.
Approfondimento
Per la procedura passo-passo (generazione chiavi, comunicazione a PDND, recupero parametri, associazione analisi del rischio e daily call, gestione dei casi speciali e degli errori) vedere Configurazione PDND — procedura dettagliata.