Configurazione PDND — procedura dettagliata
Questa pagina raccoglie in un unico flusso i passi operativi per configurare l’accesso di un’organizzazione alla PDND: generazione delle chiavi, comunicazione della chiave pubblica, recupero dei parametri, caricamento delle analisi del rischio, associazione delle daily call e gestione dei casi speciali. Le tre sezioni corrispondenti nel portale sono descritte in Gestione organizzazioni.
Generazione delle chiavi
Per ciascuna delle due componenti (E-Service e API Interop) è necessario generare una coppia di chiavi:
chiave privata (custodita in piattaforma e non condivisa);
chiave pubblica (da comunicare/inserire su PDND).
Passi operativi
Accedere alla piattaforma.
Aprire il dettaglio dell’organizzazione, sezione Credenziali PDND.
Selezionare la tipologia di chiave da generare:
E-Service;
API Interop.
Generare la coppia di chiavi.
Salvare/annotare:
identificativo chiave (se presente);
fingerprint (se disponibile);
data/ora di generazione.
Output atteso
chiave privata disponibile in piattaforma (non esportata in chiaro);
chiave pubblica esportabile in formato PEM.
Comunicare la chiave pubblica alla PDND
Per ognuna delle due tipologie (E-Service, API Interop):
Accedere a PDND.
Individuare la sezione di configurazione applicativa/integrazione relativa all’ente.
Inserire la chiave pubblica generata.
Salvare la configurazione.
Attenzione
Non invertire le chiavi tra E-Service e API Interop.
Verificare che non ci siano spazi o righe alterate durante il copia-incolla del PEM.
Recupero dei parametri da PDND
Dopo l’inserimento della chiave pubblica, dalla PDND recuperare i seguenti parametri:
client_idclient_kid
Questi parametri devono essere recuperati e conservati separatamente per E-Service e API Interop.
Checklist
[ ] recuperato
client_idper E-Service;[ ] recuperato
client_kidper E-Service;[ ] recuperato
client_idper API Interop;[ ] recuperato
client_kidper API Interop.
Inserimento dei parametri in piattaforma
I parametri ricevuti dalla PDND vengono inseriti nella sezione Credenziali PDND del dettaglio organizzazione.
Passi operativi
Aprire il dettaglio dell’organizzazione, sezione Credenziali PDND.
Inserire per E-Service:
client_id;client_kid.
Inserire per API Interop:
client_id;client_kid.
Salvare e applicare la configurazione.
Validazioni consigliate
Coerenza tra
client_kide la chiave pubblica registrata.Assenza di parametri scambiati tra E-Service e API Interop.
Caricamento delle analisi del rischio
Alcuni servizi/use case richiedono l’associazione a un”analisi del rischio.
Passi operativi
Recuperare le analisi del rischio relative ai servizi/use case da abilitare.
Aprire il dettaglio dell’organizzazione, sezione Analisi del rischio.
Caricare i file/artefatti richiesti.
Verificare che ogni analisi risulti:
correttamente caricata;
selezionabile in fase di associazione all’use case.
Configurazione delle daily call
Nella sezione Configurazione applicazioni del dettaglio organizzazione, per ciascun use case occorre configurare:
quale analisi del rischio utilizzare;
quale daily call associare.
Approccio consigliato
Costruire una matrice di configurazione (anche in foglio di lavoro) con almeno:
use case;
tipologia (E-Service / API Interop);
analisi del rischio;
daily call.
Applicare la configurazione.
Esempio di matrice (modello)
Use case |
Tipo |
Analisi del rischio |
Daily call |
|---|---|---|---|
<UC_1> |
E-Service |
<RA_1> |
<DC_1> |
<UC_2> |
API Interop |
<RA_2> |
<DC_2> |
Casi speciali (WAAS, ISEE)
Alcuni servizi richiedono passaggi aggiuntivi. In particolare:
WAAS;
ISEE.
Per questi servizi è necessario inviare una e-mail a INPS per richiedere l’abilitazione, prima che la configurazione risulti effettivamente attiva.
Checklist operativa
[ ] e-mail inviata a INPS con richiesta abilitazione;
[ ] conferma abilitazione ricevuta;
[ ] configurazione PDND completata (chiavi + parametri);
[ ]
client_id/client_kidinseriti in piattaforma;[ ] analisi del rischio associata correttamente;
[ ] daily call associata correttamente.
Gestione errori
Errori di autenticazione / autorizzazione
Sintomi
chiamate rifiutate dalla piattaforma;
errori riconducibili a credenziali/identità applicativa non valida.
Cause tipiche
client_iderrato o non coerente con l’applicazione configurata;client_kidnon corrispondente alla chiave pubblica registrata;chiave pubblica incollata in modo incompleto o alterato;
scambio dei parametri tra E-Service e API Interop.
Risoluzione
Verificare su PDND che la chiave pubblica associata sia quella corretta.
Verificare che
client_ideclient_kidcorrispondano alla stessa configurazione.Se necessario, rigenerare le chiavi e riallineare la PDND.
Errori di configurazione use case / daily call
Sintomi
use case non risulta attivo o non produce i Purpose attesi;
limiti di chiamata non corretti o rifiuti legati al conteggio.
Cause tipiche
daily call associata all’use case sbagliato;
analisi del rischio mancante o associata in modo errato;
incoerenza tra tipo (E-Service/API Interop) e configurazione applicata.
Risoluzione
Controllare la matrice use case ↔ analisi del rischio ↔ daily call.
Verificare che l’analisi del rischio sia caricata e selezionabile.
Correggere le associazioni e rieseguire la procedura.
Errori per casistiche speciali (WAAS/ISEE)
Sintomi
configurazione corretta ma servizio non abilitato/risponde come non autorizzato.
Cause tipiche
abilitazione INPS non ancora attiva o non completata.
Risoluzione
Verificare lo stato della richiesta inviata a INPS.
Attendere conferma e rieseguire la procedura dopo l’abilitazione.
Attenzioni operative
Evitare la generazione duplicata dei Purpose: prima di lanciare creazioni/recuperi, verificare se esistono già Purpose attivi per lo stesso use case.
Verificare sempre la corretta configurazione delle chiavi prima di procedere (coerenza chiave pubblica ↔
client_kid).Controllare la coerenza tra use case, analisi del rischio e daily call: è la causa più frequente di errori «silenziosi» (configurazione formalmente valida ma operativamente errata).
Tenere traccia delle configurazioni con un changelog (data, operatore, modifiche).
Esecuzione e verifica post-configurazione
Eseguire la procedura di recupero/gestione Purpose secondo la modalità operativa prevista.
Validare i risultati:
Purpose creati/recuperati come atteso;
nessuna duplicazione;
associazioni use case corrette;
assenza di errori nei log.
In caso di errore, consultare la sezione Gestione errori e ripetere solo i passi necessari.