Panoramica

GovDesk permette agli enti pubblici — comuni, università, altre amministrazioni — di consultare le grandi banche dati nazionali (anagrafe della popolazione, ISEE, titoli di studio, casellario giudiziale, ecc.) senza dover chiedere questi dati direttamente al cittadino.

Normalmente la consultazione avviene tramite una persona che entra nel portale GovDesk, si autentica e interroga i dati a mano, uno alla volta. Il M2M («machine-to-machine», cioè «da macchina a macchina») è il canale che permette invece a un software dell’ente — per esempio il gestionale anagrafico o il sistema dei tributi — di interrogare automaticamente le stesse banche dati, senza intervento manuale.

È come avere due porte d’ingresso allo stesso edificio: una pensata per le persone, una pensata per i programmi. Le informazioni a cui si accede sono le stesse, ma un programma può fare molte più richieste al secondo di quante ne farebbe una persona, quindi la porta «macchina» ha controlli e limiti dedicati.

Flusso di una richiesta M2M

Quando il software di un ente vuole leggere un dato, la richiesta non arriva mai direttamente alla banca dati nazionale: attraversa alcuni controlli di sicurezza in sequenza, come un pacco che passa da più uffici prima di arrivare a destinazione.

Il percorso, in sintesi:

  • il software dell’ente (il client) prepara la richiesta e la accompagna con un permesso di accesso temporaneo (il token);

  • un primo controllo esterno verifica che il permesso sia valido e che non ci siano troppe richieste in arrivo tutte insieme;

  • un secondo controllo interno a GovDesk verifica di nuovo il permesso e riconosce chi sta chiedendo cosa: quale organizzazione, quale software, quale operatore per conto del quale il software sta agendo;

  • GovDesk inoltra la richiesta alla banca dati corretta e restituisce la risposta al software richiedente;

  • ogni richiesta viene registrata nell”audit di GovDesk, sia quando va a buon fine sia quando fallisce, ed è consultabile dalla stessa sezione Audit del portale insieme alle richieste fatte dagli operatori;

  • ogni chiamata M2M concorre alla soglia di chiamate giornaliere dichiarata dall’ente in fase di richiesta del purpose: superata la soglia, le richieste successive vengono rifiutate fino al giorno successivo.

Il percorso di controllo esiste in parallelo a quello già usato dalle persone che si collegano al portale GovDesk: i due canali condividono l’infrastruttura di base (lo stesso sistema di autenticazione), ma il canale M2M ha controlli aggiuntivi pensati apposta per il traffico automatico dei software.

Configurazione del client

Il censimento del client, la gestione delle chiavi e l’assegnazione delle abilitazioni sono attività di amministrazione dell’organizzazione. La procedura e il modello di autorizzazione (organizzazione → client → utente) sono descritti nella sezione Amministrazione › Gestione client.